ARTICOLO SCIENTIFICO: What is personality? di Otto Kernberg

In questo prezioso contributo del 2016 Otto Kernberg risponde alla domanda che include in sé il fervido dibattito, tra clinica e ricerca, degli ultimi anni: nuovi modelli diagnostici, prospettive di funzionamento, traiettorie di sviluppo specifiche, dimensioni utili alla formulazione di un adeguata cultura della prevenzione in età evolutiva. 

Un breve estratto qui di seguito.

Il concetto di personalità, a mio parere (Kernberg & Caligor, 2005; Posner et al, 2003), si riferisce all'integrazione dinamica della totalità dell'esperienza soggettiva e dei modelli di comportamento di una persona, compresi sia (1) comportamenti coscienti, concreti e abituali, esperienze di sé e del mondo circostante, pensiero psichico cosciente ed esplicito, desideri e paure abituali, sia (2) modelli di comportamento inconsci, esperienze e visioni, e stati intenzionali. È un'integrazione dinamica nella misura in cui implica un'associazione organizzata e integrata di molteplici tratti ed esperienze che si influenzano a vicenda, il risultato finale del coordinamento di molteplici disposizioni. In questo senso, la personalità rappresenta un'entità molto più complessa e sofisticata della semplice somma di tutte le sue caratteristiche componenti.

La personalità deriva dalla capacità dell'organismo umano di sperimentare stati soggettivi che riflettono la condizione interna del corpo e la percezione dell'ambiente esterno in cui questo corpo funziona. Comprende funzioni psichiche discrete, come gli affetti, la percezione, la cognizione e la memoria strumentale e dichiarativa, e vari livelli di funzioni autoriflessive, dal rispecchiamento relativamente semplice dei movimenti motori percepiti e previsti e delle esperienze sensoriali percepite, alla valutazione complessa  che avviene nella riflessione sugli stati cognitivi e affettivi.

La combinazione dei progressi scientifici nell'area della determinazione genetico dei neurotrasmettitori che attivano e regolano vari stati affettivi, l'osservazione delle relazioni di interazione tra il bambino e chi lo accudisce dalla nascita in poi, e l'osservazione del funzionamento psicologico durante il primo sviluppo e nell'età adulta stanno gradualmente facilitando una visione integrata dei determinanti della personalità.

Lo studio delle strutture cerebrali legate all'attivazione e al controllo degli affetti, allo sviluppo strumentale e dichiarativo della memoria e alle capacità cognitive e lo studio psicodinamico delle relazioni intrapsichiche tra comportamenti, stati motivazionali, fantasie ed esperienza cosciente della realtà psicosociale stanno lentamente trovando punti di connessione. Lo studio della sociologia dei piccoli gruppi e l'influenza psicologica dei costumi educativi e culturali e lo studio dei tipi specifici di patologia organica e di personalità permettono, credo, di stabilire un quadro generale di riferimento sulle caratteristiche dominanti della personalità e il loro funzionamento adattivo o meno nella salute e nella malattia.

Fonte:

KernbErg, O. F. (2016). What is personality?. Journal of Personality Disorders30(2), 145-156. DOI: 10.1521/pedi.2106.30.2.145 

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